giovedì 27 marzo 2008

una notte con pessoa a villa arzilla...


Non fluì dalla strada del nord
né dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.

Egli apparve all'improvviso nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all'improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.

La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.

In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi
sentirono una risposta a questo suono.

Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.

La sposa felice capì
d'essere malmaritata,
L'appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,

la fanciulla e il ragazzo furono felici
d'aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in qualche luogo.

In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell'anima gemella,
quella parte che ci completa,

l'ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.

Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.

Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.
Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell'ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,

improvvisamente ciascuno ricorda –
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere –
la melodia del violinista pazzo.

8 commenti:

giulia ha detto...

grazie
non conoscevo questa poesia
la trovo molto adatta
ma che bell'aggettivo...
e comunque un po' di Vita ragazzi, parteciapte please, mandatemi anche a quel paese, ma scrivete anche voi
Ilaria, i tuoi amici latitano più di te ultimamente...
...
che è tutto dire...
ahahahahahahahha

rigange ha detto...

quale aggettivo??? (visto con quale prontezza rispondo al tuo appello?)

rigange ha detto...

visto che sei una g.p. tanto istruita, conosci -sempre di pessoa- "ah tutto è simbolo e analogia..."; com'è che continua? un tempo la sapevo a memoria, ora non riesco neppure a trovare il libro nella mia libreria...

giulia ha detto...

adatta è l'aggettivo
ma che schifo di parola mi è venuta in mente????
bahhh
ciao tuttiiiiii

babette ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
babette ha detto...

Ah, tutto è simbolo e analogia !
Il vento che passa, la notte che rinfresca
sono tutt'altro che la notte e il vento:
ombre di vita e di pensiero.

Tutto ciò che vediamo è qualcos'altro.
L'ampia marea, la marea ansiosa,
è l'eco di un'altra marea che sta
laddove è reale il mondo che esiste.

Tutto ciò che abbiamo è dimenticanza.
La notte fredda, il passare del vento
sono ombre di mani i cui gesti sono
l'illusione madre di questa illusione.

per rigange...la poesia è "faust"...e io ho in ostaggio il tuo libro.....se vuoi possiamo trattare...

rigange ha detto...

non si tratta con i terroristi, dice sempre il mio caro George. Potresti fare una finaccia....

p.s. però che bella che è questa poesia. da togliere il fiato, vero?

babette ha detto...

si, è stupenda e non la conoscevo.....grazie per avermela regalata..